Casale Monferrato
Martedì, 23 Settembre 2008
Casale Monferrato (Ël Casal o Ël Casà in piemontese Casà (in dialetto monferino locale)) è un comune italiano della provincia di Alessandria, in Piemonte. Con una popolazione attuale di oltre 36.000 residenti e un’area urbana che ne conta oltre 50.000, risulta essere il secondo comune della provincia dopo il capoluogo Alessandria.
Sorge sul fiume Po, principalmente in riva destra, presso un’area pianeggiante situata ai piedi delle colline del Monferrato, celebre regione vitivinicola della quale è considerata la capitale storica.
STORIA
I primi abitanti delle terre caslesi furono i Liguri;i quali si insediarono sulle rive del Po Erano divisi in tribù:gli Stanzielli,gli Insubri,i Libui,i Dutunini,i Jadatini e i Gabieni. In seguito si stanziarono i Celto-Galli i quali lasciarono vocaboli ancora oggi usati nel dialetto piemontese come BABì=rospo,ARBI=bigoncia ecc…
Vennero successivamente conquistati dai Romani che fondarono un Municipium sulla zona dell’insediamento chiamato VARDACATE. Qui i Romani sconfissero i Cimbri e i Teutoni intorno al 100 a.C. .
In seguito alle invasioni barbariche e alla fine dell’impero,si stanziarono,sulla zona del municipium ,i Longobardi intorno al 568 c.ca .Essi avevano,come regina,Teodolinda che contribuì alla cristianizzazione del popolo longobardo(dal 589 al 625);morì nel 628.
In seguito divenne re Liutprando,succeduto al padre Anspardo nel 712.Nel 726 occupò l’Escarcato,la Pentapoli e il ducato romano;sconfisse i duchi di Benevento e Spoleto. Gli venne donato,nel 728,il castello di Sutri da parte di papa Gregorio II.Combattè contro gli arabi a fianco di Carlo Martello(737-738);si scontrò poi col papato e occupò Roma nel 742.
Il vescovo di Asti, Sant’Evasio, cristianizzò il piccolo borgo di Casale, che prese il nome di Casale di Sant’Evasio, entrando a far parte dell’archivio capitolare nell’anno 988. Rimase sotto gli Aleramici fino al 1305, dopo aver subito un attacco da parte di Vercellesi, Alessandrini e Milanesi, che lo portò alla distruzione nel 1215. Dopo il 1305 diventa capitale del Marchesato del Monferrato sotto i Paleologi di Bisanzio e, nel 1474, diviene finalmente città.
Nel 1559 il Trattato di Cateau-Cambrésis vede il dominio in mano ai Gonzaga di Mantova, che si operano per fortificare la cittadina.
Subisce, per tutto il 600, assedi di spagnoli e francesi, fino alla Pace di Utrecht del 1713, perdendo il suo ruolo di capitale con il passaggio ai Savoia. L’occupazione di gallo-ispani nel 1745 causa gravi danni a chiese e conventi.
A livello artistico Casale subisce influenze barocche e francesi tutt’ora apprezzate e riconosciute. Per riconoscimento di Napoleone Bonaparte, ebbe qualche miglioramento (tribunale, liceo, caserme). Forte della sconfitta di Novara, resistette ad oltranza alle truppe austriache e, nella Seconda guerra d’indipendenza, fu una zona altamente strategica.
Alla fine dell’Ottocento la città divenne un centro industriale di rilevante importanza.
Tristemente nota è la presenza del famigerato stabilimento Eternit di lavorazione dell’amianto, il quale dagli anni ‘50 ad oggi ha causato piu’ di 1000 morti tra i lavoratori e la popolazione, e che probabilmente fino al 2020-2030 continuerà a mietere vittime a causa del lungo tempo prima di insorgere delle malattie.
Il 15-16 ottobre 2000 il quartiere Oltreponte, situato nella parte nord della città, venne completamente sommerso insieme alla frazione Casale Popolo e Terranova e anche il comune limitrofo di Balzola da un’eccezionale piena del Po, subendo notevoli danni.
ARTE E CULTURA:
Città ricca di arte e storia, Casale possiede un centro storico ricco di monumenti barocchi, romanici e rinascimentali, chiese e palazzi storici, alcuni dei quali inseriti nel sistema dei “Castelli Aperti” del Basso Piemonte (come ad esempio il Palazzo di Anna d’Alençon, la Torre Civica, il Palazzo municipale e l’ex convento di Santa Croce):
- Duomo: dedicato ai santi Evasio,Proietto, Natale e a San Lorenzo fu consacrato il 7 gennaio dell’anno 1107 dal papa Pasquale II, sul luogo ove esisteva già nel I° secolo d.C., un tempio dedicato a Giove e successivamente una chiesa di epoca liutprandea dedicata al martire Lorenzo. Incendiata nel 1215, a seguito della guerra fra i Casalesi e gli Alessandrini,i Vercellesi, i Pavesi ed i Milanesi, fu restaurata completamente negli anni ‘50 del XIX secolo dall’architetto vercellese conte Edoardo Arborio Mella, per volere del vescovo Lugi Nazari di Calabiana, dell’architetto ed archeologo Luigi Canina e dell’abate Antonio Rosmini, contro il parere dell’Antonelli. Risulta a tutt’oggi una delle più interessanti cattedrali in stile romanico lombardo presenti in Piemonte. Si caratterizza in particolare per la monumentale e luminosa facciata a capanna in arenaria e mattoni, ornata da bifore e trifore e racchiusa tra due antichi campanili duecenteschi, in alto sulle due colonne che affiancano l’ingresso principale copia delle statue del re Liutprando e della regina Teodolinda, i cui originali si trovano nel deambulatorio dell’abside. Opera importante ed unica il Nartece. Costruzione non consueta in zona; costruzioni similari si trovano in Armenia ed in Georgia. Secondo la teoria di alcuni studiosi tale opera è dovuta all’impiego di mano d’opera saracena, venuta in Monferrato quale prigioniera di guerra al seguito dei marchesi aleramici o secondo altri ai cavalieri templari, che avevano all’epoca sede in Santa Maria del Tempio,località vicina a Casale Monferrato.Nel nartece interessanti capitelli messi in luce dai recenti restauri. L’interno è costituito da cinque navate con volte a botte e a crociera e da un matroneo con logge a trifore e quadrifore. All’interno grande crocifisso con Cristo “in maestà” in argento e pietre dure, opera medioevale di un anonimo artista orientale, proveniente dalla cattedrale di Alessandria. Nel primo altare a sinistra: “Maddalana in estasi”, dello scultore piemontese Giovan Battista Bernero (sec, XVIII) altre opere scultoree del frassinetese Ambrogio Volpi (sec. XVI) facenti parte dell’antico altare di Sant’Evasio, tele di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo raffiguranti santa Lucia, santa Agata e santa Apollonia e sul catino dell’abside pitture di Giovanni Sereno - 1860 -. Nel corridoio della sacrestia mosaici risalenti all’XI secolo, che facevano parte della pavimentazione della chiesa prima dei restauri del Mella. I mosaici rappresentano tra l’altro: la vittoria di Abramo, la morte di Nicaore, una chimera, Giona inghiottito dal pesce, la barca o l’arca di Sant’Evasio. Sul lato destro della chiesa e sopraelevata in confronto ad essa, la Cappella ellittica dedicata a sant’Evasio patrono della città e della diocesi, opera dell’architetto sabaudo Benedetto Alfieri. Iniziata verso la metà del XVIII secolo fu inaugurata nel 1808, in pieno periodo napoleonico. Al centro in alto urna contenente il corpo del martire in oro e argento, ai lati quattro bassorilievi in marmo raffiguranti fatti salienti della sua vita: l’ordinazione episcopale, la predicazione, il martirio, la traslazione delle reliquie da Alessandria a Casale Monferrato avvenuta nel 1403 ad opera di Facino Cane. Al centro della volta dipinto raffigurante la gloria del martire.
- Castello dei Paleologi: imponente costruzione militare quattrocentesca (attualmente in restauro), è situata quasi in riva al fiume Po e si caratterizza per la sua pianta esagonale con quattro torrioni angolari e per il fossato che la cinge su tutti i lati.
- Torre civica o Torre di Santo Stefano: a pianta quadrata, domina con i suoi 60 metri di altezza tutta la città risultandone il suo simbolo più caratteristico; venne elevata probabilmente nel X secolo quale torre di difesa della città fino all’altezza della parte costruita in mattoni, Avendo perso alla fine del XV secolo il suo ruolo difensivo fu sopraelevata ed abbellita nel 1510 dai marchesi Guglielmo IX Paleologo e dalla moglie Anna d’Alençon con l’apposizione della torre campanaria, mentre la cupola barocca è posteriore (epoca sabauda).In cima banderuola raffigurante lo stemma della famiglia Gonzaga: croce attornata da 4 aquile. Sulla torre 2 affreschi raffiguranti lo stemma di Casale Monferrato. Subì importanti restauri nel 1928 ad opera del casalese ingegner Vittorio Tornielli. Durante la II guerra mondiale una sirena posta sulla torre avvisava in cittadini degli incombenti bombardamenti aerei.
- Chiesa di S. Domenico: è la più importante chiesa cittadina dopo il Duomo;voluta dai Marchesi Paleologi a seguito di un voto fatto per ottenere la nascita di prole maschia, fu terminata nel 1506 ed affidata alla cura dei Padri Predicatori = Domenicani, che la mantennero fino all’anno 1802, data della soppressione napoleonica. La chiesa è divisa in tre navate con alte colonne- una quarta navata è stata soppressa nel 1700 per rendere la chiesa simmetrica. La facciata è in cotto; al centro portale in arenaria locale attribuito a Matteo Sammicheli comprendente nel rosone i segni dello zodiaco. Nell’interno tomba del cavaliere gerosolimitano Benvenuto Sangiorgio dei Marchesi di Biandrate, storico e presidente del Senato Casalese e tomba di alcuni principi Paleolgi e Gonzaga. Possiede diversi dipinti di notevoli dimensioni: Il miracolo del libro di San Domenico, la resurrezione da parte di San Domenico del nipote del cardinale Colonna, la battaglia degli Albigesi di Pier Francesco Guala (fine XVII inizio XVIII secolo), la Battaglia di Lepanto di Giovan Battista Caire, la Madonna del Rosario fra San Domenico e Santa Caterina di Nicolò Musso (XVI secolo) e dipinti attribuiti a Giorgio Alberini raffiguranti i misteri del Rosario e Padre Eterno di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (sec.XVI)- Sul lato destro della chiesa chiostro in cotto recentemente restaurato.
Chiesa di San Paolo Iniziata nel 1586 su disegno dell’architetto milanese Lorenzo Birago, padre barnabita, la chiesa a croce greca, fu terminata con una bella cupola il 21 novembre 1594. La chiesa fu officiata con l’annesso collegio, ora scuola elementare di Stato, fino al 1802, anno della soppressione napoleonica dai padri Barnabiti . Sulla facciata statue della Madonna di Loreto, di San Pietro, San Paolo, San Carlo Borromeo e Sant’Alessandro Sauli. L’altar maggior in marmo e ornamenti in bronzo dorato è opera di Vincenzo Pelagatta di Viggiù (1744). All’interno opere pittoriche di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo (sec. XVII): Decollazione di San Paolo, Assunta, San Matteo e l’Angelo e la Vocazione di Matteo; del casalese Giorgio Alberini (Sec XVII): la Conversione di San Paolo con stemma araldico della famiglia Gonzaga e ritratto del donatore, duca Vincenzo II Gonzaga; di Vaan Casteel detto il Fiammingo (1598) la vocazione di San Matteo, è l’unica opera ancora conosciuta del pittore; del bolognese Ercole Graziani:San Carlo Borromeo che consegna la nomina a vescovo di Aleria a Sant’Alesssandro Sauli (1745). Dietro all’altar maggior formella in marmo bianco , dai tratti molto fini, quasi raffaelliani, raffigurante la Vergine con il Bambino. Sul lato destro della chiesa, ma a parte, riproduzione della piccola casa di Loreto.
- Sinagoga ebraica: situata nel caratteristico ghetto ebraico, mimetizzata all’esterno per ragioni di sicurezza, vanta un interno interamente decorato con pitture e stucchi dorati tanto da essere riconosciuta, per questa sua particolarità, come una delle più interessanti d’Europa; è sede inoltre di un importante Museo Ebraico che custodisce reperti di particolare pregio come le Tavole della Legge, in legno dorato e risalenti al secolo XVIII, numerosi Rimonim (terminali per rotoli della Legge) e Atarot (corone per i rotoli della Legge) sbalzati, cesellati o in filigrana d’argento.
- Palazzo di Anna d’Alençon: risalente al (XV secolo), è una antica costruzione caratterizzata da un notevole cortile rinascimentale, circondato da colonne circolari di laterizio con capitelli cubiformi, un porticato con archi a sesto acuto, tipicamente rinascimentali e decorazioni a stemmi e tavolette dipinte rappresentanti personaggi della famiglia paleologa; al suo interno nelle ampie sale spiccano soffitti a cassettoni.
- Palazzo Sannazzaro: barocco ma di origine più antica, come dimostrano le monofore in cotto presenti sulla facciata, è uno dei palazzi più interessanti del centro storico.
- Palazzo Treville: sicuramente il palazzo più importante della città, è in stile Barocco piemontese e si affaccia Via Mameli creando un notevole impatto visivo con la sua imponenente facciata curvilinea.
- Palazzo San Giorgio: oggi sede dell’amministrazione comunale, ha una facciata ripartita in tre ordini con finestre contornate da stucchi. Il portale, formato da colonne binate, è sormontato da un balcone con balaustra in pietra.
- Palazzo Magnocavallo: si caratterizza per lo scalone che si avvita intorno a due colonne che crea un certo effetto monumentale, nonostante sia stato ricavato in uno spazio ristretto.
- Palazzo Morelli: sito in Via Lanza e in Via Morelli, fu riedificato nel 1750; particolarmente degna di nota è l’elegante torre.
- Casa Tornielli: situata al termine di Via Mameli, è la più importante architettura gotica cittadina.
- Teatro Municipale: risalente al 1791 (ma restaurato verso la fine XIX secolo), dispone di un prezioso interno con cinque ordini di palchi e loggione decorati con stucchi, dorature e velluti.
Da citare poi il polo museale cittadino con il Museo Civico (ricco di opere di artisti monferrini quali il Guala e il Moncalvo) e la Gipsoteca Bistolfi, entrambi ubicati nell’antico convento di Santa Croce, il cui chiostro è decorato con dipinti del Moncalvo. Svariate raffigurazioni del paesaggio urbano casalese sono opera del pittore Franco Sassi (Alessandria 1912 - 1993) che ha dedicato alla Città acquerelli e disegni di notevole spessore artistico.













